Il trofeo vittoriano che nacque col nome di “Coppa delle 100 ghinee” – e che ora è conosciuto come America’s Cup – rappresenta un caso davvero unico nella storia dello sport. Messo in palio per la prima volta nel 1851 – ben 45 anni prima che fossero istituite le Olimpiadi moderne – è diventata il simbolo di un confronto tra uomini e tecnologie.I Sistemi Informativi accompagnano le barche lungo tutto il loro ciclo di vita, dai primi progetti alla partenza.Il loro contributo  comincia già in fase di ideazione, quando i progettisti impostano i calcoli e le simulazioni anticipando il comportamento della barca  e dei componenti nelle più diverse condizioni.Per scoprire tutti i segreti di questo mondo affascinante ed  allo stesso tempo segreto abbiamo incontrato l’Ing. Fabrizio Marabini Responsabile dell’acquisizione e dell'analisi dei dati di Mascalzone Latino- Capitalia Team , a cui abbiamo posto alcune domande:

Qual’e’ il contesto IT di un team che partecipa alla Coppa America? 

Gli obiettivi principali  del ns. team che gestisce l’IT sono:

·        garantire la  comunicazione e lo scambio delle informazioni tra i vari membri del team;

·        garantire la sicurezza dei dati  impedendo  che  informazioni sensibili  finiscano nelle mani sbagliate; lo spionaggio e’ una costante storica della Coppa America e naturalmente l’uso estensivo di emails e internet ha introdotto negli ultimi anni una nuova variante nella lotta tra gli “007”.

·        dare il supporto all’elettronica di bordo, che rappresenta un po’ la vera sfida tecnologica del settore IT: la ricerca di computers leggeri ma resistenti e di sistemi di comunicazione robusti e sicuri costituisce una sfida quotidiana è necessario provare numerose soluzioni prima di giungere a quella definitiva. Non dimentichiamo che una sfida di Coppa America dura circa tre anni e la tecnologia informatica cambia molto  in cosi’ breve tempo.

·        fornire il supporto a tutte le operazioni comuni di una qualsiasi azienda, come  l’installazione e la manutenzione di hardware e software negli uffici; mediamente, un team di coppa e’ composto da 80 a 120 persone, di cui almeno due terzi lavora quotidianamente con un computer. 

Quali sono stati i mutamenti tecnici piu’ significativi di questi anni sul piano progettuale e realizzativi e qual’e’ l’integrazione con l’informatica? 

L’evoluzione informatica ha portato un grosso beneficio allo sviluppo progettuale; non siamo ancora nell’era della realta’ virtuale, ma l’uso di computers sempre piu’ potenti a prezzi ragionevoli, con software sempre piu’ sofisticati, ha permesso di accorciare il divario tra simulazione e realta’.

Una volta, il progetto di una barca da regata era affidato esclusivamente all’intuizione e al genio del progettista, poi, dagli anni ‘60/’70, l’uso di vasca navale e galleria del vento ha introdotto il concetto di “modello in scala” su cui studiare soluzioni differenti. 

Oggi, vasca navale e galleria del vento sono utilizzate solo per validare i risultati dei programmi di simulazione, riducendo drasticamente i tempi e i costi di progetto.  C’e’ poi l’aspetto strutturale, di importanza vitale per la realizzazione di una barca da regata: anche qui, programmi di simulazione, che si avvalgono delle ultime scoperte nel campo dei materiali, sono in grado di aiutare il progettista nello studio del comportamento della struttura, sollecitata dinamicamente, in modo pressoche’ identico alla realta’.

 

Come saranno le barche di questa prossima generazione, la velocita’ della barca resta ancora il fattore determinante?

Come disse Lyonel North, famoso regatante e fondatore della piu’ importante veleria del mondo, “una barca veloce fa di te in un ottimo tattico”.  

In Coppa America ha sempre vinto la barca piu’ veloce, perche’ e’ quella che ti permette di affrontare piu’ serenamente la tattica di regata.  E’ necessario comunque un buon gruppo di velisti e un buon supporto a terra per permettere alla barca veloce di esprimersi, senza dimenticare che velisti, progettisti e costruttori partecipano in egual misura alla realizzazione della barca.  

Quello che intendo dire e’ che difficilmente un buon equipaggio regatera’ su una barca lenta, perche’, sia in fase progettuale che in fase di messa a punto, l’esperienza del buon velista puo’ dare un fondamentale apporto allo sviluppo della velocita’ della barca. Allo stesso modo, una barca ben costruita e affidata alla manutenzione di un buon gruppo di supporto ha tutte le opportunita’ per mostrare il suo potenziale. 

Per rispondere alla domanda inziale, la velocita’ resta ancora importante, ma tutto il team deve essere in grado di sviluppare e sostenere il potenziale della barca. Poiche’ molti teams sembrano avere raggiunto queste capacita’, mi aspetto regate molto ravvicinate e avvincenti, dove un piccolo errore di manovra o una scelta tattica sbagliata possono essere pagate a caro prezzo. 

 Una delle attivita’ fondamentali e’ la rilevazione dei dati e la loro analisi, quali sono gli strumenti utilizzati? 

Le barche di Coppa America, che sono molto meno ricche di “optionals” rispetto a molte altre barche a vela, sono in realta’ un vero e proprio laboratorio elettronico.  A bordo sono installati sensori per misurare velocita’, accelerazioni, angoli, pressioni, deformazioni strutturali, oltre ai tradizionali strumenti di navigazione come bussola e GPS.  

Tutti i sensori convogliano i loro segnali verso un processore centrale, dove vengono filtrati e correlati tra loro, i  dati cosi’ trattati vengono poi:

·        restituiti ai displays di bordo, come supporto alla navigazione;

·         inviati via telemetria alla barca di appoggio per consentire una prima analisi in diretta; ·        archiviati in files per il post-processing. 

Ogni file acquisito viene importato in un database, che si occupa di distribuire i dati ai clients autorizzati. L’uso di VPN consente di accedere al database anche da postazioni remote, questo consente a progettisti impegnati altrove di essere costantemente aggiornati sull’andamento delle prove. 

Oltre a fornire supporto durante la competizione, l’IT viene utilizzata anche in fase di progettazione della barca e in fase di simulazione, quali sono gli strumenti e le metodologie usate? 

Un grosso apporto viene fornito  dai software di simulazione: progettazioni di scafo, appendici, vele e strutture sono tutte affidate a programmi che giorno e notte forniscono risultati sulle soluzioni proposte.  Le soluzioni che sembrano fornire i risultati migliori vengono poi realizzate in scala per le prove in vasca navale e in galleria del vento. Infine, le prescelte passano attraverso processi CAM per la realizzazione di forme a controllo numerico (nel caso di scafo e appendici) o per il taglio dei tessuti o la stesura di fibre resinate (nel caso delle vele). 

La partecipazione alle regate della Coppa America sono caratterizzate dalla possibilita’ di contare su un budget elevato, quanto e’ importante la componente IT per raggiungere performances elevate?

Fortunatamente, l’abbattimento dei costi e il continuo progresso nel campo dell’informatica hanno reso possibile  anche per  teams dal budget limitato usufruire di un elevato supporto IT. Con spese non elevate è possibile comprare computers con prestazioni grafiche e di calcolo  sufficienti ai software di simulazione o per il CAD. L’ADSL ad alta velocita’, a costi ridotti, permette lo scambio rapido di informazioni in qualsiasi parte del pianeta, ciò è fondamentale se si considera  che ufficio progettuale, base operativa, vasca navale, galleria del vento e cantiere navale sono dislocati in posti (e spesso nazioni) diversi, e’ chiaro che l’utilizzo dell’informatica ha reso possibile  l’accelerazione del flusso di informazioni rendendo più semplice l’intero processo progettuale.

Il sapersi adattare ad un contesto dinamico ed in continua evoluzione e’ sicuramente un fattore critico di successo, ma allo stesso tempo “correre” con la pressione di dovere raggiungere sempre il miglior risultato credo sia molto complesso, quali sono i problemi che possono emergere?

Credo che surfare sull’onda della tecnologia dia sempre molte soddisfazioni ma comporti anche molti rischi. In Coppa America tutto viene spinto all’estremo: ricerca sui materiali, studio sulle forme, impiego di sensori sofisticati.  Il rischio che si corre nell’utilizzare una tecnologia non ancora ben testata e’ di impiegare troppo tempo nel tentativo di comprenderla, o peggio ancora di approdare a risultati non in linea con le aspettative. Quando il fattore tempo assume un’importanza fondamentale, questi problemi possono rappresentare un ostacolo allo sviluppo progettuale.

Nel campo IT/elettronica, questo rischio e’ accentuato dall’estrema velocita’ del progresso tecnologico. Per fare un esempio, nel 2001/2002 sono state spese molte ore lavoro per sviluppare in casa il software di comunicazione bluetooth, e il numero di aziende che producevano prodotti bluetooth si contavano sulle dita di una mano. Oggi, la stessa tecnologia si compra dal tabaccaio sotto casa…  

A cura di Antonio Savarese

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