In Italia si producono ogni anno circa 14 kg di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) a testa: si va dai cellulari ai più massicci computer, televisori, frigoriferi e lavatrici: rifiuti spesso ingombranti e inquinanti e non sempre correttamente smaltiti. Finora della loro sorte doveva occuparsi ogni singolo Comune.

Ora, invece, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un decreto del Ministero dell’Ambiente, che a sua volta recepisce una direttiva europea, saranno i produttori stessi a dover farsi carico della gestione dei rifiuti.


In pratica, dovendosi disfare di un’apparecchiatura elettronica vecchia si potrà portarla in una delle costituende “eco-piazzole” adibite alla loro raccolta.

Periodicamente i produttori, in consorzio o altrimenti organizzati, li preleveranno per smontarli e completare il ciclo di smaltimento. In alternativa, chi voglia sostituire un apparecchio non funzionante con uno nuovo potrà rivolgersi direttamente al negoziante, che sarà obbligato ad accettare il prodotto vecchio e portarlo poi nei luoghi di raccolta.

A tale proposito, dal 12 novembre il consumatore italiano è chiamato a versare l’eco-contributo, visibile all’atto dell’acquisto di prodotti quali tv, piccoli elettrodomestici, frigoriferi e climatizzatori.

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