Uno dei parametri principali in base ai quali si può calcolare il valore attribuito a una determinata risorsa è quanto si è disposti a pagare per averla e quanto si investe nella sua formazione; quanto spendono le aziende del settore ICT per il proprio personale? Quali sono le figure professionali più pagate?

L'analisi condotta da IDC Italia  per Assintel  dà alcune risposte a queste domande e mette in luce le politiche retributive all’interno delle aziende del settore IT.È  emerso  un quadro molto controverso, buona la retribuzione dei manager, meglio se non tecnici, stipendi invece bassi per il data entry.  

L'Indagine ha raccolto i dati di un campione di 162 aziende appartenenti al settore ICT, che hanno fornito il proprio contributo attraverso la compilazione di un questionario online. La composizione del campione oggetto dell'indagine è in linea con le caratteristiche del tessuto economico italiano e soprattutto con la distribuzione delle imprese del comparto ICT dal punto di vista dimensionale, a forte connotazione PMI. 

All’interno del campione prevalgono software house e società di servizi IT (rispettivamente 40% e 20%), con una discreta presenza di operatori specializzati nella distribuzione (12%).  La forza lavoro totale all'interno del campione analizzato supera le 20.000 unità, di cui 1.030 dirigenti (il 5,5%). La percentuale di donne con ruoli dirigenziali è inferiore alla media (2,9% a fronte di una media del 5,5%).  

La crescente “mobilizzazione” del lavoro, la progressiva “remotizzazione” delle attività, la gestione di progetti fuori sede tipica delle società IT, il grado di informatizzazione elevato raggiunto anche dalle piccole imprese rappresentano driver indubbi della penetrazione di cellulare, portatile ed autovettura come benefit extracontrattuale concesso dalle aziende intervistate. La mobilità rappresenta uno degli indicatori dello stato di salute di un comparto. Il settore IT ha conosciuto anni di contrazione e di estrema incertezza che hanno condizionato negativamente anche le dinamiche occupazionali. Per quanto complesso ed estremamente competitivo, il settore ha ripreso un percorso di sviluppo grazie alla maggiore consapevolezza da parte delle imprese del valore delle tecnologie, accompagnate da driver quali l’efficienza, la competitività, o semplicemente indotta da evoluzioni normative.  All’interno del campione analizzato il quadro appare positivo: complessivamente le assunzioni nell’ultimo anno (813 unità) superano le cessazioni (516) determinando una crescita relativa del 4,3% rispetto alla forza lavoro delle aziende rispondenti. 

Dal punto di vista dei dati retributivi si fa riferimento alla cosiddetta R.A.L. – Retribuzione Annua Lorda – ovvero alla retribuzione lorda fissa annua con esclusione dell’eventuale quota variabile. Per quanto riguarda i dati riferiti al totale rispondenti, le medie che risultano dall’analisi si muovono nel modo seguente tra i diversi livelli: 

Ø       Dirigenti: 77.877 € (con età media di 47 anni),

Ø       Quadri: 46.241 (età media di 41 anni),

Ø       Impiegati: 25.166 (con età media di 35 anni),

Ø       Lavoratori atipici: 26.161 (con età media di 33 anni). 

L’incidenza percentuale della quota variabile sulla retribuzione fissa varia dal 23% per i dirigenti al 12% per gli impiegati (quest'ultima risente ad esempio della presenza di figure di vendita le cui retribuzioni sono legate alle performance commerciali). L’analisi dei livelli retributivi ha coinvolto le aziende anche dal punto di vista organizzativo e funzionale, andando a indagare la variazioni delle medie annue per i diversi inquadramenti rispetto a:

Ø       aree funzionali non tecniche: comprende amministrazione/finanza, commerciale/vendite, marketing/comunicazione, personale, servizi generali. I dirigenti dell’area personale o delle vendite appaiono mediamente posizionati su livelli più elevati.Il livello medio delle retribuzioni fisse per la categoria dirigenti si mantiene comunque sempre al di sopra dei 70.000 €/lordi annui.Per quanto concerne i quadri, i valori medi premiano maggiormente le aree funzionali di front-end quali le vendite (50.740 €) rispetto ad esempio alle funzioni servizi generali o personale (rispettivamente 41.448 € e 42.786 €).

Ø       Aree/figure tecniche: comprende analisi e programmazione non web, analisi e programmazione web, assistenza tecnica, consulenti tecnici/capi progetto, help desk, operatori di data entry, operatori di macchina, ricerca e sviluppo, sistemisti.Le attività di "ricerca e sviluppo" sono particolarmente importanti per le aziende IT, la strategicità associata alle competenze professionali delle risorse umane di quest’area, si traduce anche nei livelli retributivi medi, che appaiono tra i più elevati tra le figure tecniche sia per dirigenti sia per quadri e impiegati. All’estremo opposto, se ci si sofferma sulla categoria impiegati, gli operatori di data entry e di help desk presentano i livelli retributivi medi più bassi (rispettivamente 23.261 € e 23.678 €). 

Abbiamo approfondito questo tema con alcune domande ai protagonisti di questa ricerca: 

Dott. Rizzotto (IT Research Manager, IDC Italia) alla luce dei risultati emersi dall'indagine qual è la considerazione in cui è tenuto il personale IT all'interno delle aziende del settore ?  

Per le aziende intervistate è indubbio il valore del personale con competenze ICT, che – a differenza di quanto accade negli altri settori economici – non è soltanto impegnato nel supportare i processi interni con infrastrutture e servizi adeguati ma assume il ruolo guida in quanto in prima linea nella realizzazione e delivery di prodotti/servizi destinati al mercato. Per queste aziende, a maggior ragione, IT e business sono un binomio inscindibile. Le retribuzioni medie per queste categorie di figure riflettono il ruolo delineato, con riferimento in particolare alle figure dirigenziali dell’area ricerca e sviluppo. All’interno delle figure tecniche emerge inoltre una forbice retributiva tra capi progetto/consulenti e personale di help desk / data entry, con le prime ben posizionate nella scala retributiva, il personale di data entry / help desk appare invece penalizzato se si considera che le retribuzioni medie si posizionano in basso alla scala retributiva di tutte le figure analizzate (tecniche e non tecniche). 

Dott. Rapari  (Presidente di Assintel), l'informatica spesso è intesa come un servizio e non come parte integrante del core business , ciò si riflette anche nell’atteggiamento verso le retribuzioni? E qual è il trattamento specifico riservato all’interno delle aziende ICT? 

Per troppo tempo l’informatica è stata considerata principalmente un costo da parte delle aziende; oggi invece gli investimenti IT assumono  una rilevanza diversa rispetto al passato: le aziende non possono più farne a meno, pena perdite irrimediabili di efficienza e competitività. Il valore intrinseco dell’innovazione porta le organizzazioni a un cambio di prospettiva nonostante le resistenze interne, i  budget ridotti e  la congiuntura siano ostacoli sempre presenti nel cammino decisionale.  Un ulteriore passo in avanti potrà derivare dalla possibilità di guardare e misurare l’ICT sulla base dei ritorni effettivi di business, sugli impatti economico-finanziari dell’organizzazione, presupposto per meccanismi di incentivazione su base flessibile e variabile, orientati ai risultati. Per quanto riguarda le aziende ICT, è invece sempre più sentita l'esigenza di avere a disposizione contratti ad hoc, in sostituzione ai  classici contratti collettivi nazionali troppo a-specifici e rigidi, che recepiscano le esigenze e le peculiarità del settore, permettendo di costruire politiche di sviluppo del personale moderne, lungimiranti, flessibili e incentivanti.

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Giorgio RapariPresidente AssintelSocio di riferimento e Presidente di ONSOFT srl, società che si occupa di ICT nelle aree: Finanza, Industria e Sanità con prodotti software, soluzioni e servizi. Consigliere di Presidenza dell'Unione CTSP della Provincia di Milano con delega per l'Innovazione Tecnologica. Presidente Commissione Innovazione Tecnologica e Sviluppo d'Impresa (Confcommercio)

Fabio Rizzotto  IT Research Manager, IDC Italia Fabio Rizzotto è laureato in Economia Aziendale presso l'Università Bocconi di Milano, con indirizzo in Marketing.  In IDC segue l'attività di ricerca con particolare riguardo alle dinamiche dei mercati eBusiness, Internet-BtoB, Content e Document Management, PMI e innovazione tecnologica.  

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