«Se la tecnologia cambia lo scenario, è naturale che l’Arma adotti immediatamente le soluzioni più opportune, infrastrutturali e organizzative, per restare in stretto contatto con la società»

Ha quasi 200 anni, ma non li dimostra. Forte dei valori e dei principi che la governano da sempre, l’Arma dei Carabinieri (www.carabinieri.it) continua a evolvere e a declinare la propria funzione di protezione e sicurezza adeguandola ai tempi e alle esigenze dei cittadini, che sono il suo costante punto di riferimento.

Abbiamo parlato di tecnologia con il Colonnello Vincenzo Galli, capo ufficio Informatica e Tlc dell’Arma, che ci ha illustrato i progetti It realizzati e quelli programmati.


Qual è il ruolo dell’It all’interno della struttura organizzativa?

Lo sviluppo tecnologico viene curato da strutture centrali e periferiche. Nel Comando Generale, organo di direzione, coordinamento e controllo, opera il III Reparto “Telematica”, ove sono inquadrati gli uffici Informatica e Tlc(per la pianificazione delle esigenze secondo gli obiettivi definiti dallo Stato Maggiore, la progettazione, la ricerca e il coordinamento per lo sviluppo dei sistemi interforze), Sistemi Telematici (per la gestione di sistemi, reti e sicurezza) e Armamento ed Equipaggiamenti Speciali (per gli equipaggiamenti tecnici, armamento, ricerca e sviluppo). L’ufficio Pubblica Informazione, nell’ambito del V Reparto “Affari Generali”, cura l’area Internet/intranet. L’Arma opera in autonomia gestionale, sancita con la nomina di un suo D.G.Re.S.I.A. e ha costituito un proprio centro di competenza incentrato sul III Reparto. Vi sono poi strutture tecniche regionali e 1.400 “referenti informatici” fino a livello sub-provinciale.

Come si esplica l’attività di coordinamento tecnologico nell’ambito dei dicasteri Interno e Difesa?

Nel contesto delle attività di polizia, la L.121/1981 ha dato vita al Ced Interforze, la cui struttura – nell’ambito del Dipartimento di P.S. del M.I. – è un unicum logico cui fanno capo i sistemi delle singole forze di Polizia, tra loro coordinate. Il patrimonio informativo è accedibile da tutti gli utenti interforze, secondo policy di sicurezza, nel rispetto della privacy e del segreto di indagine. Il coordinamento ha portato al varo di un evoluto Sistema di Indagine per il controllo del territorio, investigazione, analisi e supporto alle decisioni. Concepito in ottica evento-centrica, consente correlazioni tra eventi ed entità collegate per attività di polizia.

In ambito Difesa, anche per il ruolo rilevante dell’Arma nelle missioni militari “fuori area”, si sviluppano progettualità per accrescere la capacità di comando & controllo in un’ottica di interoperabilità, per assicurarea livello strategico, operativo e tattico un quadro operativo comune.

Quali sono le implicazioni in tema di privacy e security?

Per salvaguardare il patrimonio informativo, il “Sistema Arma” è regolamentato da policy di sicurezza che assicura riservatezza e integrità, individua i ruoli e descrive le procedure per prevenzione e gestione degli incidenti. Sono state attivate procedure di profiling e di logging in ragione degli incarichi ricoperti e secondo le prescrizioni del Garante per la protezione dei dati personali.

Rilevanti sono i progetti di system network management (monitoraggio su rete e sistemi) e di disaster recovery, che garantisce continuità dei servizi in presenza di eventi che minino l’accesso a reti e sistemi ed è orientato alla server consolidation, centralizzando applicazioni dipartimentali. Al centro di calcolo del Comando Generale si affiancherà un sito secondario, con commutazione automatica dei collegamenti in caso di interruzione di servizio.

Si segnala il sistema “CC-Dna” per il tracciamento delle operazioni sui profili genetici trattati dal RaCis e dai Ris nelle indagini tecniche e le ricerche su un unico database in modo anonimo e separato dai dati anagrafici. E’ in via di rilascio l’applicazione Lims per il tracciamento delle attività di laboratorio e dei reperti movimentati.

Fate ricorso all’outsourcing?

Anche in caso di affidamento di servizi a terzi, non viene mai “appaltato” il controllo in tutte le fasi del progetto curato da nostre risorse molto qualificate. Annualmente bandiamo concorsi per ufficiali nella specialità telematica, alcuni dei quali, in possesso di dottorato, vengono distaccati presso università per attività di ricerca e, al rientro in sede, forniscono evidenti ritorni sul piano della qualità interna.

Quali sono i progetti Ict a maggiore impatto realizzati?

L’infrastruttura telematica, in stretta aderenza agli obiettivi di e-government, è tenuta allo stato dell’arte per incrementare la comunicazione interna (Intranet) ed esterna (attraverso il sito). Ciò grazie a:

–        una rete articolata (3 segmenti principali: ponte radio digitale, fibra ottica e link satellitari), risorse elaborative fino ai minori livelli e sistemi per esercitare il governo elettronico. Per fare e comunicare sicurezza, il fattore critico di successo è la rete, tessuto connettivo dell’organizzazione. Dopo la Rupa (poi Spc), abbiamo scelto di realizzare una rete proprietaria interforze sicura e ad alta capacitàche ci affranca dal gestore pubblico. Per i reparti più remoti soccorrono collegamenti satellitari;

–        esponenziale diffusione della circolarità informativa (best practice), favorita dall’utilizzo consolidato di posta elettronica (accedibile anche via Internet, con 30mila mail box e 340mila mail scambiate giornalmente), posta elettronica certificata su Spc, infrastruttura chiave del processo di informatizzazione della Pa progettata e gestita dal Cnipa, firma digitale e sistema documentale (28 milioni di atti protocollati in 3 anni).

Tra i principali progetti nel settore operativo, stigmatizzo la valenza che assumono:

–        le centrali operative, interconnesse con le Sale Operative delle altre forze di polizia per lo scambio informativo e il coordinamento degli interventi, capaci di supportare la funzione di comando e controllo e visualizzare su cartografia vettoriale le rispettive risorse presenti sul territorio;

–        la procedura informatizzata per la Gestione Denunce, per la redazione multilingue e l’aggiornamento contestuale dei sistemi interforze nazionale e Schengen. Si completa con l’applicazione “denuncia online”, che consente al cittadino di prenotarsi sul sito www.carabinieri.it e recarsi, poi, presso un reparto dell’Arma per formalizzare la denuncia;

–        il sistema “Adamo” (Accesso dati mobile) che consente agli equipaggi Radiomobili di accedere in modo sicuro, via wireless, alla banca dati di polizia con il Pc portatile a bordo per fare interrogazioni su persone e mezzi controllati;

–        il sistema del Comando Tutela Patrimonio Culturale, fiore all’occhiello dell’Arma, che contiene informazioni multimediali su opere d’arte trafugate (120mila eventi, 3 milioni di beni e 300mila immagini archiviate), accedibili dal ministero Beni Culturali, case d’asta e Interpol;

–        l’informatizzazione delle notizie di reato, avviata a Napoli, d’intesa con il ministero della Giustizia, e in via di estensione a livello nazionale, per la trasmissione sicura delle “notizie di reato” dalle forze di polizia alle Procure della Repubblica;

–        il Sistema Informativo Tutela Ambiente per il contrasto al crimine relativo a smaltimento dei rifiuti e sostanze pericolose, inquinamento idrico e atmosferico, abusivismo edilizio e danni al patrimonio ecologico.

Nel settore gestionale,si segnala il Centro Nazionale Amministrativo di Chieti, la cui automazione – primo sistema di conservazione documentale sostitutiva con firma digitale e dematerializzazione nell’ambito della Pa – ha accentrato il trattamento economico e matricolare per tutto il personale, reimpiegando 1.300 militari. Sono state poi gestite tutte le altre attività di trattamento economico e assistenza fiscale online (150mila domande presentate nel 2008), fruibili tramite portale e con il supporto di un contact center.

Leva abilitante è la formazione delle risorse umane presso nostre strutture addestrative (elevate a rango di “Test center” Aica per il conseguimento dell’Ecdl) e in modalità e-learning. Nelle Investigazioni Elettroniche Speciali è stato formato personale del settore investigativo su sicurezza informatica, repertamento elettronico, contro-hackeraggio, intercettazioni telematiche, rilevamento intrusioni e contromisure.

Quali saranno le prossime implementazioni?

Sono in via di realizzazione le seguenti progettualità:

–        Sistema per il controllo del territorio (Sicote) per il supporto alle attività di prevenzione e analisi. Prevede, a livello centralizzato, la valutazione di ogni tipo di dato informativo. Stiamo lavorando alla realizzazione di un motore semantico per estrarre, senza “rumore”, informazioni da tutti i sistemi disponibili e dalle “fonti aperte”. E’ un sistema predittivo basato su precise regole per la correlazione degli eventi. A livello provinciale, verrà implementato un sistema intelligente per la sorveglianza del territorio, con l’impiego di apparati di monitoraggio e telerilevamento in aree sensibili e a bordo di autoveicoli. Si pensi all’impiego di nanosensori che si eccitano con particolari sostanze (per esempio in presenza di esplosivi impiegati durante grandi manifestazioni di massa). Stiamo lavorando con le università e l’industria per attività di ricerca, nonché con la Difesa per coniugare le esigenze di homeland security con quelle dell’homeland defence;

–        smart card a tutti i CC,progettosviluppato con l’Istituto Poligrafico per dotare tutti i 108mila militari di un supporto conforme alla Cie per l’accesso autenticato ai sistemi dell’amministrazione e delle altre Pa con le quali vi è un’interazione funzionale per la trattazione di dati personali e di polizia (smart logon). La banda ottica, l’impiego di una “carta valori” e il microchip ad alta capacità (con i dati anagrafici e biometrici e i certificati di autenticazione, firma e cifratura) e la tecnologia “contactless” sono gli elementi validanti per accedere alle funzioni citate;

–        il completamento del Sistema informativo logistico (Silac), assetmanagement in grado di governarel’intero ciclo di vita dei materiali e mezzi in dotazione. Il progetto, basato su piattaforma integrata secondo una logica di “cooperazione a servizi”, esalta l’aderenza logistica con soluzioni funzionali allo snellimento delle procedure e comprende un cruscottooperativo che elabora analisi multidimensionali a supporto delle decisioni per l’impiego più razionale dei materiali, strumentale anche al contenimento dei costi. E’ già in produzione il primo sottosistema per la gestione del parco veicoli.

Qual è il nuovo ruolo del Cio, dalla competenza tecnologica alla competenza sui processi?

L’Ict deve aiutare, in modo proattivo, lo stakeholder a intervenire sul reengineering dei processi, operando un’attenta analisi del contesto in esame e modificando, se del caso, l’impianto regolamentare esistente, al fine di pervenire al “cambiamento”. Potrà essere utilizzata, come leva abilitante, la tecnologia più avanzata, supportando il decisore nell’individuazione della migliore soluzione, al fine di perseguire l’obiettivo con efficacia ed efficienza, recuperando risorse da restituire alle attività di controllo del territorio e abbattendo il Tco.

Integrazione, interoperabilità, cooperazione applicativa sono le ricette giuste alla base del successo. Non più isole, ma “sistema tra i sistemi”, ove le risorse umane, opportunamente formate e coinvolte dal “nuovo”, possano contribuire a rendere moderna anche un’amministrazione antica e con una tradizione. E l’Arma ne è una testimonianza vivente.

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Colonnello Vincenzo Galli, capo ufficio Informatica e Tlc dell’Arma dei Carabinieri, 52 anni, sposato con 3 figli, laurea in Scienze della Sicurezza e prossimo a conseguirne un’altra specialistica in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Proveniente dai corsi regolari dell’Accademia Militare di Modena, ha ricoperto incarichi di comando presso reparti territoriali e opera nel settore Ict da un ventennio, con vasta esperienza in tutte le articolazioni funzionali del settore telematico. 

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