Commento di Valeria Portale e Ivano Asaro, Osservatorio Mobile Payment & Commerce

  

Amazon lancia ufficialmente la sfida a PayPal anche in Italia. E lo fa con Amazon Pay, servizio che permette alle migliaia di account già registrate ad Amazon con carta di pagamento di pagare gli acquisti anche su siti di esercenti terzi inserendo solo username e password. Se sarà veramente sfida tra questi due grandi attori, o più una coopetizione, in realtà lo sapremo solo nei prossimi mesi: solo qualche settimana fa erano infatti emersi alcuni rumors, confermati indirettamente dal CEO di PayPal Dan Schulman, sul fatto che Amazon e PayPal avessero ricominciato a parlare della possibilità di inserire quest’ultimo come metodo di pagamento sulla piattaforma di eCommerce. Dialoghi, quindi, che non fanno ipotizzare una lotta serrata sul mercato. Jeff Bezos, numero 1 di Amazon, già prima di questo annuncio (l’Italia è l’ottavo paese in cui il servizio viene avviato) aveva in realtà aperto al mondo dei venditori terzi, abilitando la possibilità per gli esercenti di vendere direttamente sul marketplace del colosso americano e, di fatto, utilizzando già l’account Amazon per effettuare il pagamento. Il lancio del nuovo servizio va però oltre: Amazon Pay comparirà come possibile metodo di pagamento sui siti di eCommerce e nelle app dei merchant. L’obiettivo è sfruttare la fiducia che i consumatori ripongono in Amazon e la reputazione che il brand ha acquisito in questi anni per diventare ancora più “presente” negli acquisti degli utenti, indipendentemente da dove verranno effettuati. La semplicità è l’altra leva su cui Amazon punta fortemente: gli utenti possono pagare con pochi click, ricordandosi solo poche informazioni e senza dover inserire ogni volta i dati della carta; un aspetto fondamentale per gli acquirenti eCommerce. Amazon Pay sarà totalmente gratuito per i consumatori, mentre i merchant, similmente a quanto avviene con PayPal, si vedranno trattenere una percentuale dell’importo oltre a una commissione fissa.

Viene da chiedersi quale possa essere la strategia di lungo termine di Amazon. Si fermerà al mondo dei pagamenti online o proverà a planare anche sul mondo fisico? Il nome scelto per il servizio, Amazon Pay, che richiama molto quelli lanciati da altri grandi attori internazionali (Apple Pay, Samsung Pay, Android Pay) per i servizi di pagamento in negozio, apre a interessanti suggestioni. Di fatto, Amazon Pay diventa a tutti gli effetti un Digital Wallet che il cliente può utilizzare in diverse occasioni. L’azienda famosa per la piattaforma di eCommerce ha inoltre già dimostrato più volte di guardare con interesse anche al mondo brick&mortar: dal lancio di alcune librerie negli Stati Uniti, al test del negozio senza casse Amazon Go, al lancio di Amazon Prime Now per la consegna a domicilio, fino all’avvio della scorsa settimana del servizio Amazon Cash per ricaricare il wallet in contanti presso alcuni negozi fisici. 
Il rivale stesso, PayPal, nell’ultimo anno ha stretto diverse partnership – con Vodafone, Visa e Mastercard ad esempio – proprio con l’obiettivo di abilitare i propri utenti anche ai pagamenti in negozio.
La battaglia degli X-Pay in Italia deve ancora partire, ma il 2017 promette di essere un anno molto interessante in merito. Che Amazon possa diventare uno dei partecipanti alla partita

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