Intelligenza Artificiale in Medicina: Cosa Cambia

Ti sei mai chiesto se un giorno il tuo dottore sarà sostituito da un computer? L’intelligenza artificiale in medicina sta cambiando ogni cosa, ed è normale porsi questa domanda. Ma voglio subito darti una risposta chiara, ispirata ai recenti dibattiti del mondo scientifico: l’IA non segna affatto la fine della professione medica. Al contrario, decreta la fine di un certo modo vecchio, burocratico e stanco di fare il medico.

Sei pronto a scoprire come la tecnologia sta per rivoluzionare il tuo rapporto con la salute? Mettiti comodo, perché il futuro della cura è già iniziato, e parla anche un po’ napoletano.

L’intelligenza artificiale in medicina: una nuova alleata, non un nemico

Quando parliamo di intelligenza artificiale in medicina, la prima reazione è spesso la paura. Immaginiamo robot freddi che prendono decisioni sulla nostra pelle. Niente di più falso. L’IA è uno strumento formidabile, proprio come lo sono stati a loro tempo lo stetoscopio o i raggi X. Non sostituisce l’empatia, ma potenzia l’efficienza.

Oggi i medici passano ore e ore a compilare scartoffie, leggere cartelle cliniche infinite e aggiornare database. Tutto questo tempo viene sottratto a te, il paziente. L’intelligenza artificiale interviene esattamente qui. Algoritmi intelligenti possono analizzare enormi quantità di dati in pochi secondi. Questo permette al tuo medico di tornare a fare quello che conta davvero: ascoltarti, guardarti negli occhi e offrirti conforto.

In sintesi, l’algoritmo calcola, ma è il medico che cura.

Cosa significa la fine di un “certo modo” di fare il medico?

Per decenni, il sistema sanitario ci ha abituati a visite lampo di pochi minuti. Il dottore fissa lo schermo del computer, scrive in fretta una ricetta e passa al paziente successivo. Questo modello è in crisi. Il medico è esausto e il paziente si sente trascurato.

L’uso dell’intelligenza artificiale in medicina mette fine a questo scenario. Ecco come:

  • Elaborazione rapida dei dati storici del paziente.
  • Automazione delle pratiche amministrative e della refertazione.
  • Incrocio immediato di sintomi con milioni di casi clinici globali.
  • Suggerimento di diagnosi precoci che sfuggirebbero all’occhio umano.

Con questi compiti delegati alla macchina, il medico smette di essere un semplice “burocrate della salute” e torna a essere un clinico e un confidente. È un cambiamento epocale che rimette al centro la relazione umana.

Le grandi sfide diagnostiche e il ruolo degli algoritmi

Entriamo nel cuore della tecnologia. Come funziona, all’atto pratico, l’intelligenza artificiale in medicina? L’ambito in cui sta dando i risultati più sbalorditivi è senza dubbio la diagnostica per immagini.

Immagina una radiografia, una risonanza magnetica o una TAC. Un medico radiologo, per quanto esperto, può essere stanco a fine turno. L’occhio umano ha limiti naturali e può lasciarsi sfuggire una macchia millimetrica. L’intelligenza artificiale, addestrata su milioni di immagini simili, non si stanca mai. Riesce a individuare anomalie piccolissime, segnali precoci di tumori o altre patologie, con una precisione impressionante.

L’IA non emette la diagnosi definitiva. L’IA accende una lampadina, segnala un’area sospetta e dice al medico: “Ehi, guarda meglio qui”. È il professionista umano che poi valuta la situazione nel contesto della vita del paziente.

La medicina personalizzata e predittiva

Un’altra grande rivoluzione portata dall’intelligenza artificiale in medicina è il passaggio dalla medicina reattiva a quella predittiva. Finora siamo andati dal medico solo quando ci sentivamo male. In futuro, l’IA analizzerà i nostri dati genetici, lo stile di vita, i dati raccolti dal nostro smartwatch e le nostre abitudini alimentari.

Attraverso complessi modelli matematici, i software saranno in grado di prevedere le malattie prima ancora che si manifestino. Questo è il trionfo della prevenzione. Se sai di avere un’altissima probabilità di sviluppare il diabete nei prossimi cinque anni, il tuo medico “aumentato” dall’IA può prescriverti una dieta o una terapia mirata oggi, per evitare il problema domani.

La cura non sarà più la stessa per tutti. Diventerà come un abito di sartoria, cucito su misura per il tuo specifico codice genetico.

Il ruolo di Napoli e della Campania nell’innovazione medica

Se pensi che tutto questo stia accadendo solo nella Silicon Valley, ti sbagli di grosso. La rivoluzione dell’intelligenza artificiale in medicina passa anche per il nostro territorio. Napoli e l’intera Campania si stanno confermando poli d’eccellenza per la salute digitale e l’innovazione tecnologica.

Pensa al lavoro straordinario dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale”. Qui, ricercatori e medici utilizzano database avanzati e algoritmi per la lotta contro il cancro, portando la ricerca oncologica a livelli di eccellenza mondiale.

Non possiamo poi dimenticare l’Università Federico II, fucina di talenti che unisce le competenze di medicina, ingegneria biomedica e informatica. L’ecosistema delle start up campane è in forte fermento. Giovani sviluppatori napoletani creano app per la telemedicina, software per il monitoraggio remoto dei pazienti anziani e piattaforme di intelligenza artificiale per facilitare le diagnosi.

La genialità e la creatività napoletana, unite al profondo senso di umanità che da sempre caratterizza la scuola medica meridionale, stanno creando un modello di “medicina digitale empatica” unico al mondo. Qui, la tecnologia non raffredda il rapporto, ma lo accende di nuove speranze.

Confronto: Il Medico Ieri vs Il Medico Domani

Per capire meglio il salto di qualità che stiamo vivendo, diamo un’occhiata a questa tabella riassuntiva. Mette a confronto l’approccio tradizionale con quello guidato dall’intelligenza artificiale in medicina.

Aspetto Il Medico Tradizionale Il Medico Supportato dall’IA
Analisi dei dati Lettura manuale, lenta, rischio di errori per stanchezza. Analisi istantanea, confronto con database globali.
Diagnosi Basata sull’esperienza personale e sulla casistica locale. Supportata da algoritmi predittivi su milioni di casi.
Prevenzione Interviene quando il sintomo è già presente. Prevede il rischio molto prima dell’insorgenza della malattia.
Tempo con il paziente Limitato, spesso assorbito da compiti amministrativi. Maggiore e di qualità, focalizzato sull’empatia e l’ascolto.
Cure Protocolli standard e uguali per ampi gruppi di pazienti. Cure ultra-personalizzate basate sulla genetica e sullo stile di vita.

Le sfide etiche: di chi è la colpa se la macchina sbaglia?

Non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. L’introduzione massiccia dell’intelligenza artificiale in medicina solleva interrogativi etici enormi. La tecnologia è potente, ma non è infallibile. Anche l’IA può soffrire di quelle che in gergo tecnico si chiamano “allucinazioni”, ovvero può fornire risposte del tutto errate, scambiandole per vere.

La grande domanda è: se un algoritmo diagnostica un problema in modo errato e il paziente subisce un danno, di chi è la responsabilità? Del programmatore che ha creato il software? Dell’ospedale che lo ha acquistato? O del medico che ne ha avallato il risultato?

La comunità internazionale è d’accordo su un principio fondamentale: l’approccio deve rimanere “Human in the loop” (L’umano nel ciclo). Questo significa che l’ultima parola, la decisione finale sulla salute di un essere umano, deve spettare sempre a un altro essere umano. Il medico firma, il medico decide, il medico si assume la responsabilità. L’IA è e deve restare un assistente eccezionale, non il capo reparto.

Privacy e sicurezza dei dati sanitari

Un altro nodo cruciale riguarda la privacy. Per funzionare bene, l’intelligenza artificiale in medicina ha bisogno di nutrirsi di una quantità colossale di dati. I tuoi esami del sangue, le tue radiografie, la tua storia familiare. Chi custodisce queste informazioni così intime? Come ci assicuriamo che non finiscano nelle mani di hacker o di compagnie assicurative pronte a negarci una polizza?

L’innovazione vera deve camminare di pari passo con la sicurezza informatica. In Europa, regolamenti severi come il GDPR ci offrono uno scudo importante. Ma la tecnologia corre veloce. Diventa essenziale sviluppare sistemi di intelligenza artificiale capaci di elaborare le informazioni mantenendo il totale anonimato dei pazienti.

Come i medici devono prepararsi al cambiamento

Cosa deve fare oggi un giovane studente di medicina, o un professionista già affermato, per non restare indietro? La risposta è semplice: studiare non solo l’anatomia, ma anche i dati. I nuovi programmi universitari devono integrare esami di informatica medica, analisi dei dati ed etica dell’intelligenza artificiale.

I medici non devono imparare a scrivere codice di programmazione, ma devono saper “parlare” con l’algoritmo. Devono capire come funziona, quali sono i suoi limiti e come interpretare i suoi suggerimenti con spirito critico. Chi rifiuta l’uso della tecnologia per orgoglio o pigrizia è destinato a essere superato dai colleghi che sanno padroneggiarla.

Come si dice spesso in ambito tecnologico: “L’IA non sostituirà il medico. Ma il medico che usa l’IA sostituirà quello che non la usa”.

L’impatto sul sistema sanitario nazionale

Allarghiamo lo sguardo al nostro Sistema Sanitario Nazionale. Conosciamo tutti i problemi delle liste d’attesa chilometriche, dei Pronto Soccorso affollati e della carenza cronica di personale. L’intelligenza artificiale in medicina può essere una vera e propria scialuppa di salvataggio.

Ottimizzando i turni, velocizzando la refertazione e prevedendo con precisione l’afflusso dei pazienti durante i picchi influenzali, i software intelligenti possono far risparmiare milioni di euro agli ospedali. Queste risorse risparmiate potranno essere investite per assumere nuovi infermieri e medici, o per acquistare macchinari sempre più moderni.

La sanità pubblica, integrando l’intelligenza artificiale in medicina, può diventare più snella, meno costosa e molto più vicina ai reali bisogni dei cittadini.

Il ruolo dell’empatia nell’era digitale

Voglio farti riflettere su un aspetto bellissimo di tutta questa innovazione. Abbiamo detto che l’IA farà il grosso del lavoro sporco, matematico e mnemonico. Cosa resta al dottore? Resta l’arte medica pura.

Quando ricevi una diagnosi difficile, non vuoi che te la comunichi una voce metallica o un testo sul cellulare. Hai bisogno di uno sguardo comprensivo, di una mano sulla spalla, di qualcuno che capisca le tue paure umane. L’empatia, l’intelligenza emotiva e la compassione sono abilità che nessuna intelligenza artificiale potrà mai replicare.

Paradossalmente, l’ingresso dei computer ad altissima tecnologia nelle corsie degli ospedali renderà la medicina molto più umana di quanto non lo sia stata negli ultimi trent’anni. Liberati dal peso della burocrazia, i medici torneranno a curare le persone, non solo le malattie.

Takeaway: Il tuo ruolo di paziente consapevole

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio. Cosa devi portare a casa da questa lettura? Come paziente, hai un ruolo attivo in questa rivoluzione. Ecco i tre consigli pratici per affrontare il futuro della salute digitale:

  1. Non avere paura dell’innovazione: Se il tuo medico usa un tablet per farti vedere un modello 3D del tuo cuore generato dall’IA, sii curioso. Fai domande. La tecnologia è lì per te.
  2. Pretendi il lato umano: L’intelligenza artificiale in medicina è potente, ma se ti senti trattato come un semplice numero da un medico troppo concentrato sullo schermo, ricordagli che tu sei al centro della cura.
  3. Custodisci i tuoi dati: Usa le app della salute, prenota online, gestisci il tuo fascicolo sanitario elettronico, ma fai sempre attenzione a leggere le norme sulla privacy e a proteggere le tue informazioni.

Il mondo cambia in fretta e l’intelligenza artificiale non aspetta. Che tu sia a Napoli, a Milano o a New York, il futuro della medicina promette di essere più intelligente, più rapido e, soprattutto, più profondamente umano. Tieniti pronto ad accogliere questa rivoluzione, perché la vera cura del domani parte proprio da oggi.

Il ritiro di ChatGPT dalla consulenza: implicazioni globali e in Italia

L’intelligenza artificiale (IA) ha subito una trasformazione fondamentale nel suo ruolo di fornitore di informazioni. ChatGPT ha ufficialmente cessato di offrire indicazioni specifiche su trattamenti medici, questioni legali e consigli finanziari, riposizionandosi da “consulente” a puro strumento educativo. Questa mossa, guidata dai timori di responsabilità legale e da una crescente pressione normativa, segna un punto di svolta nell’ecosistema globale dell’IA.

La svolta normativa e la minimizzazione del rischio legale

Il cambiamento è netto e definisce nuovi confini operativi per i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). In precedenza, l’IA veniva talvolta percepita come un “avvocato tascabile” o un “terapista domestico”, fornendo suggerimenti specifici come nomi di farmaci, dosaggi, strategie legali o consigli di investimento. Ora, il modello si limita a spiegare principi generali, a delineare meccanismi e, crucialmente, a esortare gli utenti a consultare professionisti qualificati: medici, avvocati o consulenti finanziari.

Questo ritiro è una risposta diretta alla paura di azioni legali per negligenza o danno. L’IA, mancando della licenza, della formazione e soprattutto della responsabilità giuridica di un professionista umano, espone i suoi sviluppatori, come Big Tech, a rischi inaccettabili. L’obiettivo primario è la minimizzazione del rischio, stabilendo che l’output dell’IA non costituisce consulenza professionale legalmente vincolante.

Implicazioni etiche e il contesto regolatorio italiano

Il riposizionamento di ChatGPT solleva questioni etiche profonde. L’IA non può più agire come surrogato di figure professionali regolamentate. La sua funzione è ora quella di mediare la conoscenza, non di applicarla in modo specifico.

Nel contesto italiano ed europeo, questa mossa è particolarmente rilevante alla luce dell’imminente AI Act dell’Unione Europea. Le normative europee classificano i sistemi IA utilizzati in settori critici come la sanità e i servizi finanziari come “ad alto rischio”, imponendo standard rigorosi per trasparenza, sicurezza e supervisione umana. Il ritiro di ChatGPT anticipa, in sostanza, la necessità di aderire a questi standard, delimitando il suo utilizzo a categorie a basso rischio.

I nuovi limiti di ChatGPT

Le restrizioni attuali si concentrano su tre aree ad alto impatto, determinanti per il benessere e la sicurezza degli utenti:

  • Medicina: Niente più suggerimenti su farmaci o dosaggi specifici, solo spiegazioni sui principi biologici o meccanismi generali delle malattie.
  • Legge: Niente modelli per azioni legali, strategie processuali o istruzioni operative dirette (“ecco cosa devi fare se…”). Solo esposizione di principi giuridici e norme.
  • Finanza: Niente consigli di investimento, suggerimenti di acquisto/vendita di titoli o pianificazione finanziaria personalizzata. Solo spiegazione di concetti economici e di mercato.

Un trend globale: il confronto tra le politiche AI

Questa tendenza alla cautela non è isolata, ma è un consenso crescente tra i principali fornitori di servizi di intelligenza artificiale. Tutti i principali attori stanno adottando politiche che deviano la responsabilità della consulenza specifica verso professionisti umani.

Piattaforma/Azienda Posizione sulla Consulenza Professionale Dettagli chiave
OpenAI (ChatGPT) Ritiro dalla consulenza specifica e riposizionamento educativo. Divieto di fornire consigli mirati che richiedono licenza (medica, legale, finanziaria).
Google Generative AI Divieto esplicito di affidarsi ai servizi per consigli professionali. Contenuto solo a scopo informativo, non sostituisce un professionista qualificato.
Canva (AI Products) Proibisce la generazione di contenuti professionali. Non fornire consigli medici, legali o finanziari; non generare contratti vincolanti.
AI Act (UE) Classificazione di rischio e standard elevati. Sistemi IA in sanità e finanza sono “ad alto rischio”, soggetti a requisiti rigorosi di sicurezza e trasparenza.

Come emerso dalle politiche d’uso di OpenAI, la fornitura di consigli mirati che richiedono una licenza è stata bandita senza il coinvolgimento appropriato di un professionista autorizzato. Questo principio ora è applicato con maggiore rigore.

Il futuro dell’IA: uno strumento educativo, non un sostituto

Il cambiamento di rotta di ChatGPT non è una debolezza, ma un segno di maturità nell’industria dell’IA. Riconoscendo i propri limiti in assenza di licenza e responsabilità, l’IA si evolve in un potente amplificatore di conoscenza.

L’essenza di questa trasformazione è riassunta in una massima ormai diffusa nel settore: “L’IA può essere un eccellente co-pilota, ma il pilota (e la responsabilità finale) deve rimanere l’essere umano, in particolare il professionista licenziato.”

In conclusione, la decisione di ChatGPT sottolinea una verità fondamentale per l’era digitale: sebbene l’IA possa democratizzare l’accesso alle informazioni, l’intervento umano, l’etica professionale e la responsabilità giuridica rimangono insostituibili per le decisioni che influenzano il benessere e la vita delle persone. Questa demarcazione è essenziale per costruire un rapporto di fiducia sostenibile tra IA e società.

COME CAMBIA LA MEDICINA CON LE NUOVE TECNOLOGIE

 

VIEW CONFERENCE. COME CAMBIA LA MEDICINA CON LE NUOVE TECNOLOGIE

David Putrino. Cambiare il mondo con la scienza e la tecnologia non è impossibile

 

VIEW Conference è il più importante appuntamento italiano sul digitale, giunto quest’anno alla sua diciottesima edizione. È in programma a Torino dal 23 al 27 Ottobre e i protagonisti sono le nuove tecnologie, gli effetti speciali, la realtà virtuale. Accanto al mondo dell’entertainment c’è un ambito, quello medico, nel quale queste nuove tecnologie stanno compiendo miracoli. Pur essendo ancora poco sfruttate.

VIEW Conference sarà l’occasione per discuterne con David Putrino, direttore del Centro di Riabilitazione al Mount Sinai di New York.

David Putrino è specializzato in riabilitazione e terapia clinica, con applicazioni nel campo delle neuroscienze; attraverso le nuove tecnologie lavora insieme ad altri esperti sia per il miglioramento delle prestazioni sportive e per migliorare il recupero funzionale degli atleti dopo infortuni e altre problematiche ma soprattutto per trovare nuove possibilità di accesso e riabilitazione per pazienti con particolari difficoltà anche di accesso alle strutture sanitarie. Con i NOT IMPOSSIBLE LABS, un gruppo fondato sul principio della Tecnologia per il Bene e la Cura dell’Umanità, appoggia, ricerca, finanzia e realizza progetti di riabilitazione e recupero funzionale innovativi da impiegare nelle aree e per le categorie svantaggiate del Pianeta.

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Le nuove tecnologie sono potenzialmente in grado di trasformare completamente il modo in cui interagiamo col resto del mondo. Dalla realtà virtuale alla robotica, la nostra realtà sta diventando ogni giorno più complessa e avanzata e mentre l’industria dell’intrattenimento è stata vivificata dalla crescente accessibilità alle nuove tecnologie, la pratica sanitaria non è stata mutata in modo altrettanto significativo da questa rivoluzione a suo modo epocale.

Con i Paesi industrializzati giunti ormai a una svolta senza precedenti, ci ritroviamo nel disperato bisogno di prospettive fresche e di nuovi approcci che ci aiutino nella sfida con l’imminente crisi dell’assistenza sanitaria. Il dottor Putrino mostrerà a VIEW Conference come lui e i suoi colleghi stiano utilizzando alcune delle più recenti applicazioni tecnologiche al fine di creare soluzioni innovative per la salute di alcune delle popolazioni più disagiate del pianeta.

A VIEW si discuterà quindi anche di salute e di nuove tecnologie applicate all’ambito medico. E si parerà di storytelling come chiave per aumentare la consapevolezza tra i più bisognosi e ispirare tutti noi compiere azioni che “facciano – davvero – la differenza”.

Ospite a VIEW Conference, David Putrino sarà anche speaker a TEDX Visioni, in programma a Torino, in concomitanza con VIEW conference, Domenica 23 Ottobre.

David Putrino a VIEW Conference 2017: https://www.youtube.com/watch?v=jTQpHtqfdC8

 

 

SAP Health Engagement: nuovi strumenti per migliorare la salute delle persone

Una nuova soluzione che offre agli operatori del settore la flessibilità di creare nuove offerte per aiutare la cura di malattie croniche e altre patologie. SAP SE (NYSE: SAP) ha annunciato SAP® Health Engagement, una nuova soluzione che permette ai pazienti di essere in contatto diretto con il personale medico. La soluzione consente agli operatori medici, alle compagnie assicurative e farmaceutiche la possibilità di sviluppare applicazioni personalizzate per aiutare i pazienti a monitorare il loro stato di salute con la definizione di parametri-obiettivo, così come di assessment su misura per malattie croniche e altre patologie. Creando questo legame diretto tra pazienti e professionisti del mondo della salute con dati in tempo reale e analytics disponibili rapidamente, la tecnologia permette ai medici e agli operatori sanitari di intervenire più rapidamente per migliorare i risultati delle terapie e ridurre i costi relativi alle cure sanitarie.

“SAP sta sviluppando tecnologia avanzata che migliora la vita delle persone e la pone al centro delle cure sanitarie”, ha dichiarato Werner Eberhardt, general manager of personalized medicine di SAP. “La soluzione SAP Health Engagement consente alle aziende che operano nella sanità di sviluppare applicazioni che aiutano i pazienti a gestire malattie croniche, offre la possibilità di curarsi a casa con percorsi personalizzati e coinvolge i pazienti nei testi clinici. Avendo a disposizione una connessione 24×7 con i loro medici, i pazienti possono gestire meglio la propria salute”.

Precursore di SAP Health Engagement è stato SAP Health Link frutto della collaborazione tra SAP e Roche Diabetes Care Germany, soluzione sviluppata per la prevenzione del diabete. SAP Health Link  permette ai responsabili sanitari di collegarsi direttamente attraverso una serie di servizi digitali con i pazienti a rischio di diabete di tipo 2 (T2D) e di accompagnare questi pazienti nel loro percorso terapeutico. Forte di questa esperienza e dei feedback ricevuti dai clienti, SAP Health Engagement è stato creato per offrire un toolkit di sviluppo flessibile che può essere usato per disegnare applicazioni su misura per qualsiasi malattia cronica o stato di salute. Queste applicazioni accompagnano il paziente nei test clinici e nel personalizzare le cure direttamente a casa.

“Come prima cosa questa piattaforma ha il potenziale di migliorare e rendere unica la relazione tra medico e paziente per ogni tipo di malattia cronica”, ha commentato Dirk Uebelhör, head of Roche Diabetes Care Germany.

Raccogliere i dati dei pazienti

SAP Health Engagement raccoglie i dati generati dai sensori che indossano i pazienti in un’applicazione mobile e in modo sicuro sincronizza le informazioni praticamente in tempo reale. I dati provenienti dai sensori possono essere integrati nell’applicazione nativamente o tramite Bluetooth, ad esempio con Apple HealthKit. I clienti possono facilmente rendersi riconoscibili dal sistema scannerizzando il proprio QR Code con applicazioni mobile. In questo modo i dati del database di back-end vengono estratti automaticamente e resi disponibili sul dispositivo del paziente.

Trasmettere e archiviare in sicurezza le informazioni

SAP Health Engagement, che si basa su SAP HANA® Cloud Platform, permette l’elaborazione di analisi in tempi rapidi, e di disporre di dati in tempo reale per scopi di ricerca. Questo garantisce l’individuazione veloce di nuove ipotesi per la terapia in contesti complessi e nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e privacy. La soluzione offre ai pazienti il pieno controllo sui dati relativi alle proprie condizioni di salute, consentendo loro di decidere chi può avere accesso a queste informazioni.

Rendere più semplice la gestione dei programmi

I responsabili sanitari possono creare programmi personalizzati per la gestione del benessere e della salute, che incoraggino e migliorino le cure gestite in autonomia dai pazienti. Questi programmi aiutano i pazienti ad avere uno stile di vita più sano attraverso l’uso di un’applicazione mobile che monitora lo stato di salute e permette la raccolta dei dati (che possono essere resi anonimi) necessari per avviare nuove analisi e ricerche più efficaci.

Per ulteriori informazioni visitare SAP News Center. 

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