Questo non è il risultato di una mano di poker! Voglio con questo titolo solo porre l’attenzione su due siti che in questi ultimi giorni stanno andando fortissimo, ovvero Quora e Qwiki.

Ormai i software o le applicazioni o meglio ancora i siti si diffondono in Rete tramite il passaparola e i “like” su Facebook. Basta poco, davvero poco per far scattare l’epidemia del virus. Chi non ha  ancora ricevuto un invito si sente escluso e  non fa altro che chiedere ai suoi amici di averne uno.

Si sprecano i titoli e gli articoli che parlano di queste due novità.

Anche io non ho resistito alla tentazione di provarli, ecco alcune impressioni su entrambi.

Quora ha un’interfaccia molto semplice e lineare; è di fatto un social network dove gli iscritti possono scrivere domande su qualsiasi argomento, ricevendo le  risposte dagli altri utenti. Ognuno può scegliere alcuni “topics”  da seguire o in cui porre le proprie domande. Molto gettonati  sono i temi tecnologici e queelli dedicati ai personaggi famosi  dove vi sono i gruppi più folti, ma ci sono anche  topics dedicati alla politica dove ad es, ci si chiede  se  “Is the time over for Silvio Berlusconi?”, oppure il sempre presente topic dedicato al sesso.

Il network è ampio e cresce rapidamente, il sistema è stabile e semplice nel suo utilizzo, unico limite per noi italiani è la lingua, infatti per ora è possibile utilizzarlo solo in lingua inglese e ciò ne imiterà  molto la diffusione nel nostro Paese. Ma se come dichiarato dai fondatori ciò è fatto solo per garantire la qualità del servizio forse sarà un bene.

Personalmente ho postato una decina di domande al mio network con risultati in alcuni casi nulli ed in altri interessanti, da notare che nonostante abbia circa 250 followers italiani nessuno ha risposto, problema solo di lingua?

Ora parliamo di Qwiki, scoperto grazie ad un post di Francesco Sullo su ISS il gruppo degli startuppers italiani, quello che da molti viene considerato il prossimo big

Qwiki  è una piattaforma che può essere definita come un’enciclopedia multimediale. La consultazione può avvenire sia con la ricerca di un termine, sia sfogliando gli argomenti proposti in per categorie. Qwiki al momento è in fase alpha a invito.

La novità di Qwiki è nell’esperienza dell’apprendimento: diversamente da altre risorse, Qwiki sfrutta una particolare tecnologia per trasformare fonti testuali e visive in presentazioni video. Il processo di trasformazione è completamente automatizzato, non prevede cioè l’intervento umano nella creazione dei filmati. Ciò permette una rapida e notevole estensione dei temi indicizzati e presentati da Qwiki.

Facciamo un esempio. Cercando informazioni su Diego Armando Maradona sarà mostrato un video che partendo dai dati  anagrafici dove e quando è nato, ripercorre la storia di questo grande campione mostrando foto e video. Il tutto raccontato da  una voce (generata da una tecnologia di text-to-speech) che leggerà il contenuto delle informazioni presenti su Wikipedia. Qwiki ad oggi è proposto nella sola lingua inglese. Terminato il video si può dare un feedback per segnalare eventuali imprecisioni.

Ancora non sono stati svelati tutti i segreti sulla tecnologia che c’è alla base, sicuramente un motore semantico per interpretare correttamente l’associazione di immagini e testi , sicuramente un buon software di text to speech e poi cosa altro?  In attesa  di capirne di più, pensate  alle applicazioni che si potrebbero avere; applicazione per i device mobili che ti aiuti quando sei in giro a fare il turista oppure lo storytelling multimediale che può divenire un magnifico strumento per la didattica.

Unico dubbio è l’esaustività delle informazioni e delle fonti.

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