Il concetto di Capitale Intellettuale, ha subito nel tempo diverse interpretazioni, sovente, gli asset intangibili sono definiti dalla semplice somma del Capitale Umano – conoscenze e competenze possedute dalle persone – e delle Proprietà Intellettuali – marchi registrati, brevetti – di una società, tralasciando, ad esempio, quegli elementi che, per quanto legati al capitale umano posseduto, caratterizzano qualità proprie dell’organizzazione: la cultura aziendale, i processi gestionali ecc.
Gli asset intangibili rappresentano il patrimonio di conoscenza di un’organizzazione. In un’accezione ampia del concetto di conoscenza, questo patrimonio contiene non solo il know how delle persone ma anche quello proprio dell’impresa, strettamente legato al suo sistema organizzativo, così come tutta una serie di informazioni derivate dalle relazioni interne, che delineano quella che definiamo “cultura aziendale” e dalle relazioni esterne, che tratteggiano i contorni della reputazione dell’azienda nel mercato.
In questo contesto, sono sempre più numerose le aziende impegnate nello sviluppo di strumenti in grado di definire, gestire, monitorare, valutare e comunicare l’importanza assunta dalle proprie risorse – in termini di conoscenze, competenze e relazioni – nel processo di creazione di valore.
La sfida è legata alla misurazione degli asset intangibili, come e con quali strumenti?

Ingegnere gestionale, sono Head of Smart Services nell'unità Servizi di Enel Italia.
Mi occupo di Smart Office e di tecnologie abilitanti a questo nuovo settore come ad esempio la sensoristica IoT.
Da più di 20 anni svolgo attività come giornalista freelance e consulente di comunicazione per alcune aziende.
Scrivo di nuove tecnologie, IT Governance, startup, Web Economy, AI, cybersecurity, IoT attraverso interviste ai protagonisti del mondo dell'innovazione.
Sposato con Antonella e papà innamorato di Sara ed Elisa ed Andrea. 
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