Nell’ultimo anno in Enel mi sto occupando di Smart Working ed ho avuto l’opportunità di conoscere tante realtà interessanti con cui confrontarmi.

Ho deciso quindi di intervistarli per mettere a fattor comune la conoscenza.

Comtinuo  questo ciclo di interviste con Andrea Solimene cofounder dell’azienda Seedble

Prossima intervista a Daniele Appetito di eFM.

Dal tuo punto di osservazione qual è lo stato dell’arte dell’implementazione dello SW in Italia?

Siamo ancora all’inizio. Seppur ci sono aziende che hanno avviato progetti di Smart Working da 2-3 anni, sono ancora in una fase iniziale e sperimentale. Trattandosi di un processo di cambiamento e innovazione del nostro modo tradizionale di lavorare e collaborare (ma anche e soprattutto di ripensare all’organizzazione) siamo indietro rispetto al contesto internazionale. Se da una parte è un aspetto negativo, dall’altra possiamo far tesoro delle esperienze internazionali e attuare percorsi di Smart Working più “maturi”

Quali credi siano i fattori critici di successo?

Primo su tutti l’aspetto culturale. Soffriamo il contesto italiano normativo che blocca l’innovazione. Soffriamo l’assenza di veri manager in grado di far crescere le persone e instaurare un rapporto fiduciario con altri. Soffriamo il fatto di avere un tessuto imprenditoriale di piccole e piccolissime imprese che o non comprendono l’innovazione (o la reputano non prioritaria) oppure la comprendono ma purtroppo non hanno sufficienti incentivi, competenze e risorse per attuarla.
Citami una best practice motivandola

Nel contesto italiano non conosco casi tali da esser considerati best practice (è difficile immaginare una best practice smart working, visto che i percorsi variano in funzione delle esigenze, bisogni e priorità delle persone che fanno parte di una determinata organizzazione). Sicuramente Tetrapak e AMEX possono esser considerati casi interessanti. Entrambi possono contare sul fatto che appartengono a società multinazionali con grande influenza nordeuropea e angloamericana, quindi maggior apertura mentale e visione. Tetrapak perchè è stato tra i primi ad avviare lo Smart Working intervenendo anche sulla produzione e AMEX per il processo che ha spinto a rivedere gli spazi e il modello di gestione delle persone.

Come vedi il  mondo del lavoro tra 10 anni?

Bella domanda. Pochi sono coloro che hanno “indovinato” proiezioni. Diventa ancora più difficile farlo con gli attuali contesti in continuo mutamento. Tutto fa pensare a un modello di organizzazioni sempre più liquide, che premierà l’organizzazione del lavoro in autonomia, in mobilità e flessibilità. I trend mostrano che è crescente il lavoro freelance e da remoto quindi immagino grandi corporate da una parte e gruppi (medio-grandi) di network di professionisti che si uniscono per collaborare su progetti. Cè da capire come la blockchain impatterà su tutto questo, rivedendo e disintermediando tanti processi di lavoro e come l’intelligenza artificiale sostituirà tanti lavori routinari e poco produttivi. Bella sfida.

Scarica l’ebook di Seedble 


 Andrea SolimeneAndrea Solimene

Digital Transformation Advisor e project manager. Si occupa di strategia, innovazione digitale e comunicazione d’impresa. Nel 2013 ha cofondato l’azienda Seedble. Nel 2012 lancia Spremute Digitali, web magazine che tratta temi legati all’innovazione e digitale, di cui è uno dei contributor. Nel 2015 scrive insieme a dei soci “The Smart Working Book”, primo ebook in Italia sul concetto Smart Working. Da quest’anno è Professore a contratto per l’insegnamento di Enterprise Communication Management alla Facoltà di Economia alla Sapienza di Roma.

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