Portici 2026, nasce la Giunta Teodonno: Florinda Verde favorita per la carica di Vicesindaco

Con la vittoria al primo turno di Claudio Teodonno si apre ora la fase più delicata della nuova amministrazione: la composizione della Giunta comunale che guiderà Portici nei prossimi cinque anni.

I dati definitivi delle elezioni offrono già alcune indicazioni molto chiare. Se il criterio principale sarà quello del consenso ottenuto nelle urne, diversi nomi appaiono destinati a ricoprire un ruolo di primo piano nell’esecutivo. Tuttavia il sindaco dovrà fare i conti con un problema non secondario: gli assessorati disponibili sono soltanto sette e le liste che hanno contribuito alla vittoria sono molte di più.

Florinda Verde verso il ruolo di Vicesindaco

La candidatura più forte per il ruolo di Vicesindaco resta quella di Florinda Verde.

L’ex assessore del Partito Democratico ha ottenuto 1.667 preferenze, risultando la candidata più votata dell’intera competizione elettorale. Un risultato che la colloca naturalmente ai vertici della futura amministrazione e che potrebbe tradursi nell’attribuzione di deleghe strategiche oltre che della funzione di vice del sindaco Teodonno.

Accanto a lei il Partito Democratico punta a esprimere un secondo assessore nella figura di Pietro Cuomo, autentico protagonista della tornata elettorale con 1.506 preferenze personali. Numeri che rendono difficile immaginare una sua esclusione dalla squadra di governo.

Gli assessori “blindati”

Tra i nomi che appaiono maggiormente accreditati per un ingresso in Giunta figurano anche alcuni amministratori uscenti che hanno confermato il proprio peso elettorale.

Luca Manzo, esponente de Il Cittadino e già assessore nella passata amministrazione, ha raccolto 676 preferenze e rappresenta uno dei riferimenti politici più vicini al nuovo sindaco.

Anche Flavia Gaudino, assessore uscente di Portici Libera, ha ottenuto un risultato significativo con 500 preferenze e resta una delle figure più solide all’interno della coalizione.

Il peso delle liste civiche

La seconda lista più votata della coalizione è stata Portici nel Cuore, trascinata dagli 802 voti personali di Ciro De Martino. Un consenso che lo colloca tra i candidati naturali a un assessorato di rilievo.

Molto forte anche la posizione di Riccardo Fernandes, leader di A Testa Alta, che con 880 preferenze si conferma uno dei principali portatori di consenso del centrosinistra cittadino.

Restano poi aperte le partite che riguardano le altre forze della coalizione, tra cui Progetto Portici-Avanti PSI e Per le Persone e la Comunità, che potrebbero rivendicare una rappresentanza nell’esecutivo in virtù del contributo fornito alla vittoria.

Il nodo politico: sette assessorati non bastano

La vera questione riguarda però gli equilibri interni della maggioranza.

La normativa consente infatti la nomina di un massimo di sette assessori oltre al sindaco. Un numero inferiore rispetto alle liste che compongono la coalizione vincente.

Per questo motivo appare difficile immaginare una Giunta che assegni un assessorato a ogni singola lista. Il sindaco sarà chiamato a individuare una sintesi politica tra peso elettorale, rappresentanza territoriale e competenze amministrative.

In questo scenario non è escluso il ricorso a uno o due assessori tecnici esterni, soluzione che consentirebbe di alleggerire le tensioni tra le forze politiche e affidare alcune deleghe particolarmente delicate a figure specializzate.

Europa Verde fuori dal Consiglio

Tra gli elementi che potrebbero incidere sulle scelte del sindaco vi è anche il risultato di Europa Verde, che non è riuscita a eleggere consiglieri comunali.

Questo dato rende meno scontata la presenza di un rappresentante della lista nell’esecutivo, anche se una nomina politica potrebbe comunque essere valutata per garantire rappresentanza all’area ambientalista e progressista che ha sostenuto la candidatura di Teodonno.

L’effetto degli assessorati sul Consiglio Comunale

La formazione della Giunta produrrà inevitabilmente effetti anche sulla composizione del Consiglio Comunale.

Nei comuni delle dimensioni di Portici la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere comunale. Chi entra in Giunta lascia quindi il proprio seggio al primo dei non eletti della stessa lista.

Se, come appare probabile, dovessero essere nominati assessori Florinda Verde e Pietro Cuomo per il Partito Democratico, Ciro De Martino per Portici nel Cuore e Luca Manzo per Il Cittadino, si determinerebbe uno scorrimento che consentirebbe l’ingresso in Consiglio di:

  • Francesco Portoghese per il Partito Democratico;
  • Anna Amabile per Portici nel Cuore;
  • Pasquale Lippolis per Il Cittadino.

Un meccanismo che potrebbe rafforzare ulteriormente la maggioranza, permettendo l’ingresso nell’assise cittadina di candidati che hanno ottenuto un importante consenso personale.

L’ipotesi più realistica

Alla luce dei risultati elettorali, una delle ipotesi più accreditate vede una Giunta composta da:

  • Claudio Teodonno – Sindaco
  • Florinda Verde – Vicesindaco
  • Pietro Cuomo
  • Luca Manzo
  • Flavia Gaudino
  • Ciro De Martino
  • Riccardo Fernandes
  • Un ultimo assessore da individuare tra le altre forze della coalizione oppure tra figure tecniche esterne.

💰 Quanto guadagnano sindaco, vicesindaco e assessori

Nel Comune di Portici, con una popolazione di circa 50 mila abitanti, le indennità degli amministratori locali seguono i parametri previsti dalla normativa nazionale.

Il sindaco percepisce mediamente un’indennità lorda compresa tra i 6.000 e i 7.000 euro mensili, mentre il vicesindaco si colloca generalmente tra i 3.000 e i 3.800 euro. Gli assessori comunali ricevono invece una cifra che varia tra i 2.000 e i 3.000 euro lordi al mese.

Gli importi possono subire variazioni in base alle deleghe assegnate, agli aggiornamenti normativi e alla posizione lavorativa degli amministratori, con possibili riduzioni per chi non è collocato in aspettativa dal proprio impiego.


Le prossime settimane saranno decisive per comprendere quale equilibrio sceglierà il neo sindaco, chiamato a coniugare consenso elettorale, rappresentanza politica e capacità amministrativa in una coalizione ampia e articolata.

Elezioni Comunali Portici 2026: tutti gli eletti

La tornata elettorale delle comunali 2026 a Portici consegna una vittoria netta al centrosinistra guidato da Claudio Teodonno, eletto sindaco già al primo turno con il 59% delle preferenze.

Il dato politico più evidente emerso dallo scrutinio definitivo è la forte polarizzazione della competizione: da un lato la coalizione larga costruita attorno a Teodonno, dall’altro il blocco civico-oppositivo guidato da Fernando Farroni. Marginali invece le forze del centrodestra, rimaste fuori dal nuovo Consiglio Comunale.

Affluenza e voti validi

I dati ufficiali certificano una partecipazione significativa al voto amministrativo.

  • Voti validi ai candidati sindaco: 30.077
  • Voti validi alle liste: 29.335

La differenza tra voto al sindaco e voto di lista conferma anche la presenza di un consistente voto personale sui candidati alla carica di primo cittadino.

La corsa a sindaco: Teodonno chiude subito la partita

Claudio Teodonno – 17.884 voti (59%)

Il candidato del centrosinistra conquista Palazzo Campitelli senza passare dal ballottaggio. La sua coalizione raccoglie complessivamente 18.890 voti di lista, trascinata soprattutto dal Partito Democratico e dalle principali civiche collegate.

Il risultato consolida l’asse politico-amministrativo dell’area progressista cittadina e premia una macchina elettorale risultata particolarmente radicata sul territorio.

Fernando Farroni – 10.885 voti (36%)

Fernando Farroni si afferma come principale riferimento dell’opposizione. La sua coalizione totalizza 9.410 voti di lista, con Casa Riformista prima forza dello schieramento.

Nonostante la sconfitta, Farroni costruisce una minoranza numericamente compatta e politicamente riconoscibile, destinata a rappresentare il principale fronte alternativo alla nuova amministrazione.

Giovanni Ciaramella – 938 voti (3%)

Il progetto civico-moderato sostenuto anche da Forza Italia non riesce a incidere nella competizione, fermandosi sotto quota mille voti.

Ione Abbatangelo – 370 voti (1%)

La candidata sostenuta da Fratelli d’Italia raccoglie un consenso limitato e resta fuori dal Consiglio Comunale.


La nuova composizione del Consiglio Comunale

Il nuovo Consiglio riflette il dominio numerico della coalizione di Teodonno, che conquista la larga maggioranza dei seggi.

Maggioranza – Area Teodonno

Partito Democratico

Il Partito Democratico è la lista più forte della città ed elegge cinque consiglieri:

  • Florinda Verde – 1.667 preferenze
  • Pietro Cuomo – 1.506
  • Maurizio Minichino – 772
  • Antonio Bibiano – 636
  • Melania Capasso – 552

Florinda Verde risulta la candidata più votata in assoluto dell’intera competizione elettorale.

Portici nel Cuore

Tre eletti per la civica:

  • Ciro De Martino – 802
  • Antonio Emiliano Calise – 543
  • Enrico Grandi – 452

Il Cittadino

Due consiglieri:

  • Luca Manzo – 676
  • Dario Formicola – 395

A Testa Alta

Due seggi:

  • Riccardo Fernandes – 880
  • Roberta Pagano – 357

Portici Libera

Due eletti:

  • Luigi Scognamiglio – 551
  • Flavia Gaudino – 500

Progetto Portici – Avanti – PSI

Un seggio:

  • Gianluca Viscardi – 395

Per le Persone e la Comunità

Un seggio:

  • Luigi Ciliberti – 337

Opposizione – Area Farroni

Fernando Farroni entra in Consiglio Comunale come candidato sindaco sconfitto e guiderà l’opposizione.

Casa Riformista

È la lista più forte della minoranza con due eletti:

  • Davide Borrelli – 1.062
  • Martina Albo – 709

Fernando Farroni Sindaco

Un consigliere:

  • Vincenzo Ruffino – 419

Movimento 5 Stelle

Il Movimento 5 Stelle conferma il proprio rappresentante:

  • Domenico Avolio – 251

Attivamente

Un seggio:

  • Marco D’Avino – 369

Noi di Centro

Un eletto:

  • Claudio Perasole – 478

Su’ Portici 2026

Un seggio:

  • Francesco Di Paola – 161

Centrodestra fuori dall’aula

Nessun consigliere eletto per le liste collegate a Giovanni Ciaramella e Ione Abbatangelo. Il centrodestra cittadino esce dunque ridimensionato dalla competizione amministrativa, senza rappresentanza consiliare diretta nella nuova assemblea comunale.

Il dato apre inevitabilmente una riflessione politica sugli equilibri futuri dell’area moderata e conservatrice in città.

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