Il peso di una tragedia nell’eccellenza napoletana
Quando l’eccellenza medica incontra la tragedia, il rumore del dolore diventa assordante. Ma, a volte, ciò che fa più rumore è il silenzio di chi dovrebbe parlare e guidare. La scomparsa del piccolo Domenico, il bimbo di due anni volato via all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un disastroso trapianto, ha squarciato il cuore della nostra comunità. Questa non è solo una cronaca di malasanità da liquidare in fretta. È un evento che deve farci riflettere su come gestiamo l’innovazione, la comunicazione e i processi nella sanità campana.
Il silenzio istituzionale: Dov’è il Presidente Fico?
Roberto Fico ha da poco assunto la guida della Regione Campania, tenendo saldamente per sé una delega cruciale: quella alla Sanità. Di fronte a un dramma di questa portata, ti saresti aspettato una presa di posizione chiara. E invece, c’è stato il vuoto. Perché non ha detto nulla? In un momento in cui un’intera equipe e una famiglia sono distrutte, il leader regionale ha il dovere di intervenire. Intervenire non significa giustificare l’ingiustificabile, ma significa metterci la faccia. Il Monaldi è un centro di eccellenza, un fiore all’occhiello per Napoli e per tutto il Sud Italia. Difendere il lavoro instancabile dei medici e degli infermieri – rimasti eroicamente al fianco del bimbo fino alla fine – era fondamentale per non far crollare la fiducia dei cittadini nel sistema pubblico. Il silenzio istituzionale, purtroppo, alimenta solo dubbi e paure.
La comunicazione di crisi: Un’occasione mancata
In un’era dove l’informazione è immediata, la comunicazione di un’azienda ospedaliera non può permettersi incertezze. Durante i giorni di agonia del piccolo Domenico, la gestione informativa del Monaldi verso l’esterno è apparsa lacunosa e approssimata. La famiglia stessa ha lamentato poca chiarezza, parlando di verità omesse nella fase iniziale. La comunicazione durante una crisi non è un dettaglio burocratico, è innovazione allo stato puro.
Gestione della Comunicazione in Sanità
Modello Vecchio: Silenzio stampa prolungato, bollettini medici freddi, reazione tardiva solo alle inchieste giornalistiche.
Modello Innovativo: Trasparenza immediata, empatia verso la famiglia, spiegazione chiara dei processi clinici, portavoce unico per evitare fughe di notizie e confusione.
L’innovazione non è fatta solo di macchinari all’avanguardia o sale operatorie futuristiche. È fatta anche della capacità di guardare negli occhi le persone e dire la verità, in tempo reale, tutelando sia il dolore di una madre coraggiosa sia l’integrità della struttura.
L’organizzazione del lavoro non è roba da libri
L’ultimo e più grave punto riguarda come si lavora in corsia. Trapiantare un organo danneggiato solleva interrogativi pesanti. L’organizzazione del lavoro in ospedale non è una scienza esatta da studiare solo per superare gli esami universitari. È una pratica viva, quotidiana, che deve essere a prova di errore. Evitare problemi così gravi richiede protocolli ferrei in cui la tecnologia (come i sistemi digitali avanzati di tracciamento logistico e validazione degli organi) supporti costantemente il team medico. Non basta avere i migliori chirurghi se poi la catena di controllo fallisce al momento decisivo. La vera eccellenza si misura nella capacità di creare una rete di sicurezza in cui ogni passaggio è verificato, riducendo a zero il margine di rischio evitabile per i pazienti.
Il passo successivo per non dimenticare
Caro lettore, la storia di Domenico ci lascia un monito che va oltre la semplice indignazione. Ci insegna che le attrezzature migliori non bastano se manca una leadership politica coraggiosa, una comunicazione trasparente e un’organizzazione impeccabile. La mamma del piccolo ha promesso di creare una fondazione per non dimenticarlo: è il momento che anche le istituzioni facciano la loro parte per garantire che queste tragedie non si ripetano mai più.

Ingegnere gestionale, sono Head of Smart Services nell'unità Servizi di Enel Italia.
Mi occupo di Smart Office e di tecnologie abilitanti a questo nuovo settore come ad esempio la sensoristica IoT.
Da più di 20 anni svolgo attività come giornalista freelance e consulente di comunicazione per alcune aziende.
Scrivo di nuove tecnologie, IT Governance, startup, Web Economy, AI, cybersecurity, IoT attraverso interviste ai protagonisti del mondo dell'innovazione.
Sposato con Antonella e papà innamorato di Sara ed Elisa ed Andrea. 
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