A Portici, finalmente, il quadro è completo. O quasi.
Il Partito Democratico ha sciolto le riserve e ha annunciato la candidatura di Teodonno. Tradotto: adesso ci sono (più o meno) tutti. E la corsa verso il voto del 24 e 25 maggio può davvero iniziare.
Ma se qualcuno si aspettava chiarezza, ordine e una proposta politica finalmente leggibile, probabilmente resterà deluso. Perché anche in questo passaggio — che dovrebbe segnare un nuovo inizio — emergono segnali che meritano più di una riflessione.
Le donne: un’assenza trasversale
C’è un elemento che colpisce più degli altri, perché ormai si ripete con una regolarità disarmante: la presenza delle donne resta marginale.
Non solo nella conferenza stampa di Teodonno, ma anche in quelle degli altri candidati. Cambiano i nomi, cambiano le coalizioni, ma il copione è sempre lo stesso.
Da Farroni a Giovanni Ciaramella, la fotografia è chiara: le donne restano ai margini della scena politica.
Non è più una casualità. È un limite strutturale, culturale e politico. E nel 2026 pesa — eccome.
Una candidatura “da bar”
Altro elemento che fa discutere: la presentazione della candidatura di Teodonno in un bar dopo quella fatta anche da Ciaramella.
Attenzione: non è una critica snob. La politica nei luoghi informali può essere un segnale forte di apertura e vicinanza ai cittadini.
Ma la domanda resta: è stata una scelta strategica o una soluzione improvvisata?
Perché nel primo caso diventa un messaggio politico. Nel secondo, invece, racconta una partenza fragile.
Adesso contano i programmi
Con tutti i candidati in campo, una cosa è certa: finiscono gli alibi.
Per mesi si è parlato di alleanze, tavoli, veti e incastri politici. Ora la partita deve cambiare livello.
Adesso servono idee.
I veri temi della città
Mentre la politica si divide, i cittadini sono molto più concreti. Le priorità sono già chiare:
- traffico e mobilità
- parcheggi
- sanità territoriale
- spazi urbani e decoro
- visione turistica e culturale
Temi reali. Quotidiani. Non più rinviabili.
Chi sarà credibile?
Da qui al voto, la differenza non la farà chi ha più simboli o più liste.
La farà chi riuscirà a dimostrare tre cose fondamentali:
- idee nuove
- proposte concrete
- capacità di realizzarle
Perché alla fine, la domanda è una sola:
chi è davvero in grado di governare Portici?
Lo scopriremo anche monitorando la presenza sui social dei tre candidati, di seguito i loro profili instagram:
Giovanni Ciaramella – https://www.instagram.com/giovanniciaramella?igsh=MXUwa3JqaTN1a2w5
Fernando Farroni – https://www.instagram.com/fernando.farroni?igsh=MTVxc3NqYzRpeWwzMQ==
Claudio Teodonno – https://www.instagram.com/claudioteodonnosindaco?igsh=N2RiZmRxdzY2aDRp

Ingegnere gestionale, sono Head of Smart Services nell'unità Servizi di Enel Italia.
Mi occupo di Smart Office e di tecnologie abilitanti a questo nuovo settore come ad esempio la sensoristica IoT.
Da più di 20 anni svolgo attività come giornalista freelance e consulente di comunicazione per alcune aziende.
Scrivo di nuove tecnologie, IT Governance, startup, Web Economy, AI, cybersecurity, IoT attraverso interviste ai protagonisti del mondo dell'innovazione.
Sposato con Antonella e papà innamorato di Sara ed Elisa ed Andrea. 
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